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La Storia

         

Luigi e suo figlio Giulio Bernardelli appartengono all’antica famiglia Bernardelli di Gardone Val Trompia, divenuta famosa per aver generato una delle fabbriche d’armi più famosa ed apprezzata; Luigi figlio, di Narciso detto Ciso, notissimo personaggio del mondo armiero che nel dopoguerra ha contribuito a rendere famoso il nome Bernardelli.
L’antesignano più noto della famiglia, Vincenzo Bernardelli (1829-1899) era il bisnonno di Luigi e successivamente il nonno Giulio ed il padre Ciso hanno alimentato la fama e l’immagine di costruttori di armi fini originali e di alta qualità.
Le tracce del nome Bernardelli possono essere seguite molto lontano nel tempo sino agli albori della fabbricazione delle armi da fuoco durante il periodo della Repubblica di Venezia con documenti originali.
Il primo è dell’anno 1631 ed è la registrazione del matrimonio di Bertolino Bernardelli, Maestro Armaiolo, con Maria Acquisti, rampolla di una nobile famiglia che possedeva varie fucine armiere in Val Trompia. Il secondo è un contratto notarile col quale nel 1721 i fratelli Bernardelli acquistarono una grossa fucina per la fabbricazione delle armi.
A partire dal 1865, Vincenzo Bernardelli, valente uomo d’affari e tecnico allo stesso tempo, fu l’ideatore ed il pioniere di molti importanti progressi tecnico-produttivi nelle fabbricazioni armiere.

Fino alla fine dell’ 800 la produzione era localizzata intorno a via San Carlo, quasi tutta di proprietà della famiglia ed in diversi siti limitrofi, poi nel 1906 fu trasferita in un grande fabbricato, ex manifattura tessile per la produzione di stoppini (stupì), al confine tra Gardone ed Inzino.
Le ruote ad acqua che originariamente producevano direttamente la forza motrice sono via via state modificate per produrre l’energia elettrica che veniva facilmente distribuita ai vari reparti. La Bernardelli fu la prima azienda ad installare al suo interno, una centrale idroelettrica per la produzione dell’energia necessaria.
Con l’avvento della Prima Guerra mondiale il lavoro aumentò notevolmente ed anche le tecnologie collegate. Nel 1928 alla tradizionale produzione di fucili fu affiancata quella della famosa rivoltella Modello 89.
Successivamente la Bernardelli fu la prima azienda a meccanizzare la produzione delle bascule dei fucili, che venivano fino a quel tempo, ricavate a mano con scalpello e lima da sbozzati precedentemente fucinati e fu la prima trasformarsi in Società per Azioni.

        

Nel 1997 l’INPS chiede inspiegabilmente il fallimento e dopo alterne e dolorose vicende i giudici fallimentari assegnano l’attività ad un’azienda Turca che trasferisce la produzione altrove. Si perde così un’importante spicchio di cultura artigianale valtrumplina da secoli legata al ferro ed alle sue forme più nobili.
Nel 2010 Luigi e Giulio Bernardelli decidono di ricominciare l’attività di costruzione di fucili fini nella storica sede di via San Carlo a Gardone Val Trompia, culla della tradizione armiera italiana.
L’ intendimento è quello di preservare e rilanciare il gusto, la manualità, la tradizione, l’abilità e la conoscenza profonda delle armi nella tradizione di Gardone Val Trompia patria dei fucili fini ed unica realtà mondiale in grado di garantire una ricchezza intrinseca che solo uomini di grande esperienza e con profondo amore per il proprio lavoro sono in grado di perpetrare. Siamo in grado di produrre veri e propri gioielli, doppiette e sovrapposti di pregio, per gli appassionati che cercano in un’arma più che la perfezione del controllo numerico, il cuore di un artigiano che nessun data base potrà mai contenere.
La qualità che diamo alle nostre armi è unica ed ogni arma sarà capace di trasmettere emozioni attraverso la sua qualità e l’esperienza dell’uomo che l’ha creata, la nostra originalità è la nostra caratteristica come l’esperienza che esce dalle nostre mani gardonesi,

Doppiette e fucili sovrapposti da caccia.